Perché si raccontano le fiabe?

fiabeLe fiabe non servono solo ad addormentare i più piccoli. Sono state scritte anche per risvegliare il bambino che è in noi, grazie alla magia nascosta tra le loro pagine. Sono un insegnamento saggio per i grandi che si credono piccoli nell’immenso.

È un metodo questo, utile per conoscere meglio sé stessi. Le fiabe ci mettono in contatto con un mondo nuovo. Abituano, cioè, a vivere attimo per attimo. E a credere che in ogni momento si può incontrare la soluzione che si cercava. È il trionfo dell’attimo creativo che sovverte il piano razionale.

Le fiabe hanno il potere di creare un ponte tra le nostre emozioni e la realtà, con l’effetto di coinvolgerci in un copione incalzante. Chi legge una fiaba tende spontaneamente ad identificarsi con il protagonista, che deve superare mille difficoltà per conquistare il lieto fine, rubandogli i trucchi di cui si serve. Permettono di costruire il proprio mondo interiore facendo propri i percorsi di vita che un racconto ci offre. Le fiabe e le favole sono un segnale di ciò che può succedere nel processo evolutivo di ciascuno. Viaggiare attraverso i racconti permette a chiunque di conoscere e conoscersi. La storia offrirà senza che quasi ce ne rendiamo conto, potenzialità e risorse nuove. Quelle scoperte e raccolte durante il viaggio nell’immaginario, attraverso la fantasia.

Le fiabe insegnano anche che, di fronte a un problema, covare rancore è inutile. Le fiabe perciò, servono a farci superare quel senso d’impotenza, scoraggiamento che ci assale durante gli imprevisti. Ci aiutano a credere di vincere ogni avversità o almeno a provarci a superarle, puntando sulla creatività, senza concentrarsi sul problema, ma aprendosi agli spunti che la vita offre in quel momento. Come uno specchio, la fiaba farà vibrare questa verità verso di noi.

La narrazione delle fiabe può avere effetto terapeutico in quanto nello svolgersi del racconto ci si prende cura del rapporto con il bambino. Con le fiabe ci si dedica a qualcuno, si rinsaldano delle relazioni esistenti (genitore e figlio, insegnante e alunno, …). Spesso accade che i genitori si interroghino sull’utilizzo delle fiabe e favole nell’educazione dei propri figli, chiedendosi se è giusto esporre il proprio bambino ad emozioni forti ma contemporaneamente negative; vorrebbero presentare ai propri figli solo racconti positivi che vanno incontro ai loro desideri. In realtà questo interrogativo risulta un po’ inutile in quanto il bambino non vivrà in una realtà tutta positiva, dovrà, invece, fronteggiare quotidianamente difficoltà di fronte alle quali dovrà essere preparato. Le favole e le fiabe presentano al bambino una realtà multisfaccettata e possono aiutarlo a scaricare le proprie emozioni. Attraverso le fiabe si possono tradurre e trasmettere messaggi: una spiegazione, un’idea, un valore, dei sentimenti. Attraverso la narrazione è possibile alleviare il dolore, ridurre l’ansia, scacciare le paure, stimolare forza e volontà. Tramite i fatti narrati, trasmettiamo regole, credenze o valori sociali o individuali. Attraverso le fiabe è possibile aiutare il bambino a superare le sue paure, come ad esempio la paura del rifiuto, della derisione, dei cambiamenti e della perdita, fino a condurlo a una sempre maggiore consapevolezza e maturità psico-affettiva. Quindi anche attraverso le fiabe il bambino impara a pensare, ad agire diversamente e a stare meglio a livello emotivo socio-affettivo.

Autore: Grazia Emanuela Perfido

Laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche con indirizzo Psicologia delle relazioni di aiuto presso l'Università degli Studi di Bari, ha conseguito la laurea specialistica in Psicologia con indirizzo Clinico-Dinamico delle relazioni familiari presso l'Università di Padova. Specializzata in Psicoterapia individuale e di gruppo presso la S.F.P.I.D. con sede a Roma.

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