Le espressioni delle emozioni

Le emozioni sono principalmente veicolate da comportamenti non verbali che rappresentano la via di comunicazione primaria di esse come le espressioni facciali, la mimica, la cinesica, trasmettono messaggi di cui spesso non siamo consapevoli.

Una domanda dunque nasce spontanea, ma come possiamo definire le emozioni di noi esseri umani? Abbiamo la capacità di capire se e quando gli altri sono per esempio preoccupati oppure emozionati?

La scienza è d’accordo ad affermare che alcune forme di espressione affettiva sembrano essere universali, cioè presenti in tutte le culture umane, ma la natura delle emozioni resta oggetto di controversie fra i ricercatori che lavorano nell’ambito di diverse discipline.

Le emozioni riflettono l’essenziale dei modi in cui la mente emerge dall’interfaccia tra processi di natura neurofisiologica e tra ciò che rientra nelle dinamiche di interazione interpersonale: funzionano come un insieme di meccanismi integrativi che collegano vari sistemi in un flusso temporale dinamico; ci preparano all’azione, all’interno del cervello radunano processi differenti che stanno alla base della costituzione di stati mentali; nelle relazioni interpersonali consentono di mettere in connessione le menti dei singoli individui.

Nel 1872 Charles Darwin scrisse il saggio dal titolo L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli altri animali, in cui ipotizzava la natura innata delle emozioni alle quali corrisponderebbero espressioni facciali e corporee univoche, sia in uomini di diversa etnia, sia in primati non umani. Ricercatori eminenti come Ekman ritenevano che all’origine dell’espressione delle emozioni e dell’esperienza emozionale vi fosse un preciso numero di programmi neurofisiologici innati.

Esisterebbe, quindi, un percorso specifico per ogni emozione che assicurerebbe l’invariabilità delle espressioni facciali, associate a ciascuna emozione. Secondo la teoria evolutiva, le emozioni permetterebbero, quindi, agli individui di reagire tramite una risposta immediata a stimoli interni, esterni, naturali o appresi, consentendo loro di sopravvivere.

Paul Ekman è quindi divenuto il pioniere della tecnica di riconoscimento delle emozioni e delle espressioni facciali. Egli dimostrò che, le espressioni facciali e le emozioni non sono determinate dalla cultura di un posto ma sono universali e dunque di natura biologica. Nel 1972, seguendo una tribù isolata dal mondo in Papua Nuova Guinea, Ekman, riscontrò che le espressioni di base universali e primarie corrispondevano a sei distinte emozioni: rabbia, disgusto, tristezza, gioia, paura e sorpresa.

Tali stati emotivi sono però spesso comunicati attraverso espressioni facciali e presentano profili fisiologici caratteristici. Le emozioni fondamentali possono essere considerate stati della mente differenziati, che si sono sviluppati come pattern di attivazione specifici.

Ekman suddivise la mimica facciale in tre categorie:

  1. Macro e pressioni: sono tutte quelle espressioni che durano un tempo sufficiente per essere viste e interpretate senza difficoltà.
  2. Micro espressioni: espressioni facciali brevissime, da 1/2 a 1/25 di secondo. Possono presentarsi per due ragioni: per uno sforzo consapevole di dissimulazione o come prodotto di una rimozione qualora il soggetto non sia consapevole dell’emozione che sta vivendo.
  3. Espressioni sottili: sono espressioni che si manifestano solo in parte del viso, oppure lo coinvolgono tutto ma in modalità attenuata. I motivi per cui si manifestano possono essere eterogenei: l’emozione che si sta provando è poco intensa, o sta scaturendo in quel momento, oppure si tratta di un’emozione intensa che viene attivamente repressa lasciando sfuggire solo qualche gesto rivelatore.

Le micro espressioni sono quelle espressioni emozionali del volto di brevissima durata in grado di fornire il quadro completo dell’emozione che l’individuo cerca di dissimulare e che, a differenza delle normali espressioni, è molto complicato controllare e spesso svelano, come i lapsus, intenzioni nascoste o emozioni che si vogliono celare.

Le ricerche di Ekman si sono estese, grazie alla collaborazione con Friesen; essi si spinsero nell’impresa di mappatura dei 43 muscoli facciali responsabili delle sette micro-espressioni principali. I muscoli coinvolti sono stati codificati in un sistema chiamato Facial Action Coding System (FACS). Esse corrispondono, pressappoco, alle stesse mimiche facciali che appaiono nelle espressioni: le emozioni possono esprimersi in più di 7000 espressioni facciali.

Le più importanti e riconosciute universalmente studiate attraverso le micro-espressioni sono:

  1. Disgusto: si esprime con il rovescio della bocca verso il basso ed il naso arricciato, le sopracciglia si abbassano e si avvicinano creando delle rughe verticali sulla fronte, mentre le palpebre si alzano creando rughe alla radice del naso e agli angoli esterni degli occhi; le labbra si contraggono e si curvano verso il basso creando delle rughe che partono sotto il naso e continuando fino agli angoli della bocca.
  2. Disprezzo: fa assumere al volto un’espressione che viene molte volte scambiata col disgusto. Nell’espressione di disprezzo si nota un pronunciato innalzamento di un solo sopracciglio, che crea rughe concentriche al di sopra di esso. Il labbro superiore si alza dallo stesso lato. L’angolo della bocca si solleva, provocando un innalzamento della guancia.
  3. Tristezza: le sopracciglia si avvicinano e si sollevano nella parte interna facendo salire anche l’angolo interno delle palpebre superiori. Gli angoli della bocca vengono spinti verso il basso, il labbro inferiore comincia ad avere dei piccoli tremolii. La faccia appare inespressiva e cadente.
  4. Paura: le sopracciglia si sollevano, si distendono e si avvicinano creando delle piccole rughe orizzontali sulla fronte. Gli occhi si spalancano e lo sguardo resta fisso nella direzione della fonte di paura. La bocca resta aperta ma con gli angoli che tendono verso il basso, mentre le narici si dilatano.
  5. Rabbia: viene espressa attraverso la contrazione della fronte che, a sua volta, forma delle rughe verticali tre le sopracciglia. Lo sguardo diventa fisso e gli occhi si fanno stretti tra le palpebre. Le narici si dilatano, le labbra si contraggono e la bocca può aprirsi mostrando i denti fino ai canini inferiori.
  6. Sorpresa: è una delle emozioni più rapide e brevi. Le sopracciglia si alzano, si allontanano e si curvano allo stesso tempo creando delle piccole rughe che seguono la linea delle sopracciglia stesse, gli occhi si spalancano, mentre la bocca prende la forma di una O.
  7. Gioia: la fronte si distende e lo sguardo appare brillante e vivace, le palpebre inferiori si sollevano e formano delle piccole rughe tutto intorno agli occhi. La bocca si stira sollevando gli angoli della bocca.

Autore: Francesco Lotesoriere

Laureato in Psicologia Clinica e della Riabilitazione, ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione di Psicologo all’Università di Pavia. Ha conseguito un master in Disturbi del Comportamento Alimentare ed un master in Psicologia Cognitivo Comportamentale. Iscritto all’albo A degli Psicologi del Lazio con il numero 25226.

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