I giochi di ruolo possono avere un ruolo terapeutico?

ddI giochi di ruolo ed i videogiochi stanno diventando sempre più apprezzati come mezzo per aiutare i giovani a socializzare e come strumenti utili alla cura di alcuni disturbi.

Il più famoso gioco di ruolo (spesso abbreviato nell’acronimo RPG, role play game, nella cultura anglosassone) del mondo, ovvero Dungeons & Dragons, è stato proposto come strategia terapeutica per aiutare i teenagers a socializzare. Il dott. Raffael Boccamazzo, psicologo clinico, ha recentemente spiegato il suo uso di Dungeons & Dragons per curare bambini affetti da autismo in un podcast sul sito ufficiale della Wizard of the Coast, editore del famoso gioco.

Il roleplay terapeutico si baserebbe sostanzialmente nel far giocare diverse sessioni, immergendo i bambini in avventure che creano pressione o ansia, esattamente come molte situazioni sociali della vita di tutti i giorni. I bambini a volte si trovano più a loro agio interagendo in un’ambientazione di roleplay perché il loro rapporto con gli altri è mediato dal loro personaggio, invece che mettere in gioco direttamente loro stessi. Sembra inoltre che i vari allineamenti dei personaggi, che devono essere interpretati nel migliore dei modi per poter vincere nel gioco, aiutino i ragazzi a costruire e ad articolare una moralità e una motivazione anche al di fuori delle sessioni di D&D, nei rapporti con i genitori e con gli altri.

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Molti studi stanno fiorendo anche sul possibile ruolo terapeutico dei videogiochi, soprattutto nel trattamento dell’ansia e della depressione. Quindi presto potremo passare dal vecchio principio, proprio di molti genitori, per cui giocare troppo fa male, all’idea che i giochi possano essere d’aiuto ai giovani per socializzare, stimolare la propria creatività, e possano persino svolgere un ruolo nella cura di alcune malattie come l’autismo.

Autore: Claudia Notari

Laureata in Psicologia Dinamica e Clinica della Persona, della Comunità e delle Organizzazioni presso l'Università degli Studi "Sapienza" di Roma. Iscritta all'Albo degli Psicologi della Regione Lazio con numero d'ordine 18227. Specializzata in Psicoterapia individuale e di gruppo presso la scuola "Scuola di Formazione in Psicoterapia a indirizzo dinamico" (S.F.P.I.D.) di Roma.

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