Bambini e sport: l’atteggiamento dei genitori

bambinisportLo sport, com’è noto, concorre all’equilibrio psico-fisico di adulti e bambini; è utile a tenere sotto controllo il peso e riduce l’aggressività. Rappresenta una vera e propria valvola di sfogo naturale che funge da regolatore dell’emotività e delle energie negative in surplus. Altro aspetto fondamentale dello sport sono la socializzazione e il rispetto delle regole. Il punto di forza dell’attività sportiva è che contiene gli elementi fondanti per lo sviluppo emotivo e psicologico del bambino, quali cooperazione, spirito d’appartenenza al gruppo, armonia e giocosità. La pratica dello sport è fonte di aumento dell’autostima nei bambini. Durante l’attività sportiva il bambino si adeguerà alle regole, assimilando degli atteggiamenti fondamentali per la convivenza civile come accettare le critiche, obbedire agli ordini e imparare a perdere.

Lo sport, qualunque esso sia, permette al bambino di svolgere un’attività fisica di base che il cambiamento delle condizioni generali di vita impedisce: fino a qualche decennio fa, infatti, era normale che bambini e ragazzi passassero tutti i giorni qualche ora all’aria aperta impegnandosi nei cosiddetti “giochi da cortile”, attività che non erano sport strutturati in senso stretto ma che permettevano comunque la socializzazione e la sperimentazione di nuove abilità. L’attività sportiva favorisce la socializzazione. Frequentare una palestra per molti bambini è l’unica occasione di incontrare dei coetanei diversi dai compagni di scuola. In questo ambito, non solo si fanno nuove conoscenze, ma si impara a rapportarsi con l’altro, che può essere un compagno di squadra ma anche un avversario. Lo sport può essere una opportunità per vivere a contatto con un ambiente diverso da quello familiare, permette di creare le prime relazioni con i coetanei e con nuovi adulti di riferimento, è un buon “mezzo” di socializzazione, è un’attività utile per la crescita, permette di sperimentare il successo ma anche l’insuccesso, promuove uno stile di vita salutare, trasmette ai bambini l’importanza del rispetto dei tempi e delle regole.

Da un punto di vista psicologico, fare sport significa anche raggiungere una maggiore autonomia e anche una migliore autostima; riuscire a svolgere un determinato esercizio dà una grande soddisfazione e infonde la fiducia di poter risolvere problemi che magari si ritenevano irrisolvibili. Da questo punto di vista, è fondamentale il ruolo degli adulti, insegnanti ma anche genitori, che non devono considerare il bambino un piccolo atleta ma al contrario devono far sì che lo sport venga vissuto per quello che è, cioè una preziosa occasione di sviluppo e di benessere. Il bambino, attraverso lo sport comunica molto di sè al mondo adulto, lanciando segnali a volte estremamente lampanti, altre volte più mascherati, inerenti emozioni e vissuti che sperimenta nell’ambiente sportivo. Il genitore che segue il figlio nello sport, avrà la possibilità di conoscerlo più a fondo, accogliere i progressi rilevati ed offrire, quando necessario, il proprio sostegno. L’approccio positivo del genitore verso l’attività sportiva può promuovere la fiducia che il bambino ha nelle proprie capacità e potenzialità, accrescerne il senso di auto-efficacia, diminuire l’ansia ed incrementare il piacere e la soddisfazione per la pratica sportiva.

Con la consapevolezza che l’atteggiamento non è quello che mira principalmente alla vittoria, gli adulti possono: offrire sostegno e supporto (l’atteggiamento del genitore verso lo sport dovrebbe improntarsi sull’approvazione, sul sostegno e sull’astensione dalla critica), sostenere il bambino nell’affrontare fallimenti e paure. È fondamentale che i genitori, ed in generale gli adulti che ruotano intorno al bambino, lo aiutino ad apprendere che ogni emozione provata è lecita e, come tale, non necessita di essere negata. Riconoscere gli insuccessi, parlarne con il bambino ed esplorare le emozioni vissute è per lui fonte di rassicurazione. Ascoltare empaticamente le difficoltà del bambino significa anche non cercare di chiudere la comunicazione con “la prossima volta andrà meglio“: ai bambini non basta e potrebbero sentirsi incompresi. È invece importante che il genitore dedichi tempo a ciò per permettere al bambino di verbalizzare i propri vissuti e le proprie difficoltà in un clima sereno.

Da ultimo sono certamente importanti le motivazioni “fisiche”. L’attività sportiva, anche nell’infanzia, migliora il benessere e contribuisce a combattere alcuni problemi dilaganti, prima di tutto l’obesità; inoltre ha un effetto positivo sul metabolismo in generale, sul sistema cardiocircolatorio e respiratorio e sul metabolismo osseo.

La pratica di uno sport offre al bambino l’opportunità di conoscere ed esprimere se stesso, ottenere successi personali, acquisire abilità, interagire socialmente, divertirsi e mantenere un buono stato di salute. Il concetto di competitività che dovrà insinuarsi nel bambino dovrà interessare la voglia e il piacere di migliorarsi e misurarsi coi pari, e che la disciplina sportiva è atta alla funzione sociale come divertimento e non con lo scopo finale della vittoria fine a se stessa.

Autore: Grazia Emanuela Perfido

Laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche con indirizzo Psicologia delle relazioni di aiuto presso l'Università degli Studi di Bari, ha conseguito la laurea specialistica in Psicologia con indirizzo Clinico-Dinamico delle relazioni familiari presso l'Università di Padova. Specializzata in Psicoterapia individuale e di gruppo presso la S.F.P.I.D. con sede a Roma.

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