A come Amore e Alimentazione

alimentazioneL’alimentazione ha un ruolo molto importante nello sviluppo psichico del bambino nei primi mesi di vita. Il cibo non ha solo aspetti nutritivi ma anche emozionali, educativi, formativi. Ha un ruolo aggregante, sociale e culturale. La prima forma di relazione che il bambino può realizzare con il mondo esterno passa attraverso la madre ed ha come primo strumento proprio il cibo. Attraverso il cibo, il bambino vede realizzati i suoi bisogni elementari, di sicurezza e di benessere. Il cibo diventa strumento della relazione affettiva con la madre. Essere nutrito significa quindi essere amato. Inizialmente alimentarsi significa incontrare la mamma che si prende cura di me . La fame assume una valenza più ampia della semplice sensazione di stomaco vuoto, ma è paura di morire, di essere abbandonato, non amato. L’atto di nutrire il bambino quindi non è solo un’attività materiale, ma diviene un atto di donazione da parte della madre, realizzato attraverso il contatto fisico, il tenere in braccio. L’alimentazione, dall’allattamento in poi, conserva un significato relazionale. Il caregiver che nutre il bambino instaura con lui una relazione profonda ed essenziale per il suo sviluppo psichico. Il cibo rende persone e dunque il nutrirsi è fondamentale per la costruzione della soggettività, del senso del sé.

Siamo quello che mangiamo. I genitori hanno la responsabilità dell’alimentazione propria e dei propri figli, soprattutto dello stile del rapporto col cibo e della cura dei momenti legati al cibo. Se questo percorso verso l’individuazione e l’autonomia viene sostenuto e indirizzato dalle figure genitoriali, esso avverrà senza traumi e permetterà l’instaurarsi di un rapporto armonico con il cibo. Occorre Evitare l’utilizzo del cibo come strumento di gratificazione.

Affinché questo avvenga, occorre quindi che i genitori crescano insieme al figlio, che imparino cioè a riconoscere i segnali di disagio che il bambino lancia e soprattutto che imparino a rispondere a questi segnali in maniera indifferenziata. A volte infatti succede che la risposta alimentare diventi una sorta di pass-partout. Il pasto in famiglia è una sintesi originale di molti aspetti, perché, oltre al cibo, entrano in gioco la cura, le attenzioni per gli altri e le relazioni interpersonali. Spesso i pasti sono un momento in cui emergono conflitti, su cui i bambini non hanno altro modo di richiamare l’attenzione. La tavola è una grande occasione educativa, perché un bambino può crescere meglio dove si sta bene insieme.

Autore: Grazia Emanuela Perfido

Laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche con indirizzo Psicologia delle relazioni di aiuto presso l'Università degli Studi di Bari, ha conseguito la laurea specialistica in Psicologia con indirizzo Clinico-Dinamico delle relazioni familiari presso l'Università di Padova. Specializzata in Psicoterapia individuale e di gruppo presso la S.F.P.I.D. con sede a Roma.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Risolvi questa operazione *